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Influenza digitale e social media: non abbiamo bisogno della “Tempesta Perfetta”

Più di una volta abbiamo sottolineato l’evoluzione radicale alla quale stiamo facendo fronte in questa parte dell’era dei social media. Il costante apprendimento dell’uso che facciamo dei media sociali, crea un continuum sempre più evidente tra offline e online, tanto da spingerci a riflettere sul concetto stesso di “influenza” e di new media.

Connettersi con i propri consumatori tuttavia non significa solamente far parte delle conversazioni, ma creare dei contenuti significativi per gli utenti, contenuti facilmente condivisibili e soprattutto che apportino un valore maggiore alle conversazioni. Impossibile tuttavia accontentare tutti in un mercato sempre più genrato dalle nicchie di interesse; ce ne rendiamo conto in 90:10 analizzando ogni settimana (via Audit e Community Mapping) diverse settori e industry composta da macro e micro gruppi di interesse.

Come mi è capitato di spiegare sul mio blog personale  riguardo l’analisi dei social graph, per una marca non é solo importante conoscere la propria reputazione online, ma saper estrapolare degli insight dalle proprie community  per poter proporre dei contenuti  condivisibili e creare delle  relazioni loro dedicate.

Servire delle nicchie non significa creare una “tempesta perfetta”, ma crearne una!

Adattare tattiche e interazioni ai bisogni specifici delle persone a cui ci rivolgiamo, tenendo allo stesso presente i macrobisogni del settore in cui operiamo. La possibilità di creare passaparola (perfect storm) nel senso in cui molti lo concepiscono è data raramente alle marche e quasi sempre per un breve periodo, lo scopo di creare un “movimento di nicchia” è quello di generare influenza e raccomandazioni  anche oltre la sfera digitale.

Come riportato da diverse ricerche, sono i contenuti a fare la differenza per ingaggiare gli utenti che dicidono di interagire con noi. Certamente la possibilità di conversare e ottenre maggiori informazioni circa un brand sono una conseguenza, ma solo una volta creata una relazione.


Vi siete mai chiesti o avete mai cercato di sapere queli contenuti specifici la vostra community si aspetta da voi e su quali bisogni dovreste concentrarvi?

Disclaimer: Il titolo del post mi è stato ispirato dal titolo di un libro di cui non trovo più traccia online e al quale non ho potuto far riferimento. Non esitate a segnalarmerlo se avete capito di cosa parlo.